Mi chiamo Quark e questo è il giardino delle mie idee
noia

Il privilegio di essere noiosi

Il vantaggio di essere noiosi senza divenire molesti o soporiferi è concesso a pochissimi; anzi solo a me. No, anche ad un mio amico.

E’ proprio per merito suo che mi sono accorto di questo meraviglioso dono che la natura ci ha affidato in esclusiva.

Naturalmente ne facciamo un uso spropositato, ma è normale; come vi comportereste voi se aveste in mano qualcosa che solo due persone al mondo possiedono? Sicuramente in modo più morale.

Come dicevo poc’anzi è stato proprio quel mio compagno a farmi rendere conto del nostro vantaggio; sono molti anni che ci frequentiamo, anche più volte alla settimana e, da sempre, abbiamo affrontato quei due tre argomenti, sviscerandoli approfondendoli enfatizzandoli abusandoli esacerbandoli inasprendoli spremendoli fino ad ottenere, alla fine di ogni dissertazione una conclusione dissimile da ogni altra conseguita in precedenza.

Quando siamo in compagnia altrui mi rendo conto che non realizzano l’aspetto della nostra giostra che gravita inevitabilmente attorno al nocciolo della monotonia; li attossichiamo lentamente ma con una prontezza sufficiente per non dar loro il tempo di accorgersene.

Penso che riusciremmo ad annoiare un esercito, e quando un nostro amico diventerà capo di stato maggiore ce ne faremo prestare uno, tanto per provare se è vero.

Solo una persona si era avveduta, forse, del nostro gioco ma fortunatamente per tutti quella persona era Bruno che ha pensato bene, tentando di esprimere questo concetto, di screditarsi persino davanti a se stesso, cadendo poi in uno stato che potrebbe definirsi un aforisma di auto distruzione.

Vittima di se stesso? No, martire del nostro cervello che ha riversato sul suo un metaforico sputacchio catarroso.

Non so per il mio amico ma per me questa dote è di capitale importanza anche durante le ore nelle quali presenzio al lavoro: mi è di enorme aiuto riuscire a coniare molteplici concetti che pur essendo superflui riescono, in virtù della loro inusitatezza, ad apparire più che accettabili.

Quello che ho esposto finora mi fa riflettere su una variante che non avevo mai considerato prima d’ora: sono sicuro che il meccanismo che fa scattare nella mia mente le disquisizioni della noia non sia l’intelligenza?

Si ne sono sicuro; “loro” ci hanno insegnato, ci hanno spiegato, ci hanno indottrinato sul cosa sia l’intelligenza e le spiegazioni che ci sono state fornite sono del tutto differenti da quanto esposto qui sopra.

Che “loro” abbiano sbagliato??