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L’importanza dell’inserimento graduale
| Il rapporto uomo-cane |
La metodologia di inserimento graduale è adottata ormai da anni nel rapporto con i futuri proprietari da allevamenti e canili seri.
Grazie a questo approccio chi desidera adottare o comprare un cane viene introdotto da personale competente verso la consapevolezza del possesso di un cane, che sia un cucciolo piuttosto che un adulto.
Un allevatore attento spiega agli acquirenti le caratteristiche di quella specifica razza, chiedendo le motivazioni e valutando se i futuri proprietari sono consapevoli della propria scelta e dell'impegno necessario a crescere un cane, per evitare che sia solo una infatuazione del momento per quella determinata razza.
Un allevatore attento non cederà mai un suo cucciolo prima dei tre mesi.
Spesso capita che i futuri proprietari siano invitati a vedere come cresce il cucciolo scelto, fornendo nel contempo tutte le indicazioni di base per l'allevamento e l'educazione.
E’ una realtà confermata l’abbandono o cessione al canile di cani di uno o due anni: a causa della scarsa conoscenza delle esigenze del proprio beniamino i proprietari che lo desideravano si ritrovano completamente inadeguati a gestirlo. Il cane entra quindi in frustrazione combinando una valanga “di guai”, abbaiando tutto il giorno o peggio ancora passando a morsi o autolesionismo.
Per i canili è un po’ diverso: i soggetti sono differenti per razza, età e provenienza. Grazie al personale formato professionalmente, spesso volontario, l'inserimento graduale permette però anche al canile di accompagnare l’adottante verso la scelta del cane giusto per lui e la sua famiglia.
Non in tutti i canili si trovano cucciolate accompagnate dalla loro mamma, molti cuccioli sono abbandonati allontanandoli troppo presto dalla mamma, la loro base sicura. Qui entrano in gioco i volontari ed il personale del canile che con impegno, amore e tanta pazienza dovranno dare al cucciolo quello di cui ha bisogno.
Da qui nasce l’inserimento graduale verso la nuova condizione per l’ospite di canile. Previene incomprensioni ed incidenti dopo l’adozione, evitando il rientro in canile del cane.
I volontari ed i gestori sono pienamente consapevoli di cosa possono avere passato i cani ricoverati da loro, ma l'atteggiamento pietistico “poverino chissà cosa non ha passate…” non è quello giusto per adottare un cane.
Un approccio corretto è invece: “un cane di canile avrà avuto delle difficoltà, ma ora desidero aiutarlo ed accompagnarlo verso una vita molto più serena”.
Il personale del canile deve saper dare all’adottante delle informazioni precise sul cane, sul suo carattere, i suoi punti di forza e quelli di debolezza.
Si deve accompagnare il proprietario verso la presa di coscienza dell'impegno di aver un cane “che ne ha passate d’ogni” per aiutarlo a vivere con serenità.
Con l'inserimento graduale si richiede all’adottante di tornare diverse volte per capire se si instaura un reciproco rapporto di amicizia e fiducia: lo si accompagna a passeggio spiegando la gestione di base del guinzaglio e insegnando come aiutare il cane a superare alcune difficoltà (biciclette, auto, bambini, ecc).




