
Cani avvelenati a S.Stefano: è un reato e intervengono A.S.L. e Carabinieri
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Un triste episodio che desta in noi un forte sdegno e che ci spinge a ricordare una volta di più che l’utilizzo di esche avvelenate è reato, così come descritto nell’Ordinanza firmata dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini recante norme sul "divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati" in vigore dal 17 gennaio 2009, giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.13. La disseminazione di esche e bocconi avvelenati nell’ambiente rappresenta infatti un serio rischio per l’ambiente, per la popolazione e in primis per i bambini, oltre che essere causa di uccisione e maltrattamento per gli animali.
Il responsabile (o i responsabili) sono pertanto perseguibili penalmente ai sensi di diverse leggi e articoli del codice penale. Inevitabile pertanto il pronto intervento dei funzionari del servizio veterinario della A.S.L. che proprio ieri hanno effettuato dei sopralluoghi insieme ad alcuni dei proprietari degli animali rimasti uccisi. Contemporaneamente le amministrazioni comunali di Prato Sesia e di Grignasco, col supporto e la collaborazione dei Carabinieri, hanno provveduto all'affissione urgente di avvisi alla popolazione sia per segnalare la presenza del pericolo, sia per informare circa il comportamento da adottare per fronteggiare possibili emergenze. Nel caso in cui ci sia il sospetto che il proprio cane sia stato avvelenato da bocconi è bene contattare immediatamente il Servizio Veterinario, gli organi di polizia del territorio e il Veterinario di fiducia che vi potranno fornire indicazioni di primo soccorso da prestare all’animale.
In questa pagina le foto di Buba, uno degli sfortunati cani, vittime di questo gesto criminale e crudele. Vogliamo ricordarlo insieme alla sua compagna umana Cinzia (foto a sinistra) col suo sguardo che senza parole dice davvero tanto. Solo un'ora prima di essere avvelenato era così, felice sulla neve come appare nella foto a destra. Chissà che chi ha preparato quelle esche non possa, un giorno, anche attraverso queste immagini, vedere con occhi diversi ciò che ha fatto. E capire...
Per maggiori informazioni rimandiamo alla consultazione del sito www.ministerosalute.it



