
Il ritorno della rabbia: informazioni & istruzioni
| Sportello al cittadino |
La rabbia può essere contratta da tutti gli animali domestici e selvatici “a sangue caldo” e può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) attraverso il contatto con la saliva di animali malati e/o infetti, quindi, in particolar modo con morsi, ferite, ma anche attraverso mucose integre. In Friuli si sono verificati 45 casi di cui 44 hanno interessato gli animali selvatici, rappresentati da quasi il 90% dalle volpi, e 1 caso in un cane di proprietà; dal Friuli si è diffusa al Veneto che è stato coinvolto dal novembre 2009 con 49 episodi di cui 2 in cani. I casi di rabbia diagnosticati sono messi in relazione con gli episodi di rabbia silvestre in Slovenia, ma non per questo si devono ritenere le volpi responsabili o condannabili al fine di risolvere il problema.
E’ elevato il pericolo che si passi da un ciclo silvestre a quello urbano con coinvolgimento dei cani: l’anello di collegamento è rappresentato soprattutto dai cani vaganti e randagi! L’Ordinanza Ministeriale contingibile ed urgente del 26 novembre 2009 ha reso obbligatoria la vaccinazione per i cani e per gli animali erbivori portati al pascolo presenti su alcune zone del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province autonome di Trento e Bolzano; in queste zone sono già state fatte 3 campagne di vaccinazione orale alle volpi per cui il vaccino viene posto all’interno di esche e sparse sul territorio con l’aiuto degli elicotteri.
Appare evidente che si sta cercando di contrastare il ritorno di questa malattia ed è importante sapere che ogni proprietario di animali domestici può (e deve!) partecipare a questa opera prestando attenzione ad alcune norme di comportamento, che sono considerate vere e proprie misure di profilassi:
- conduzione dei cani obbligatoriamente al guinzaglio,
- riduzione dell’utilizzo dei cani nell’attività venatoria,
- lotta al randagismo e vagantismo,
- intensificazione dei controlli sugli animali selvatici rinvenuti morti,
- vaccinazione orale delle volpi.
L’obbligo è esteso anche per gli animali che entrano in questi territori al seguito dei proprietari anche solo per una breve vacanza. Pertanto tutti i proprietari di cani, gatti e furetti che si dovessero recare con il proprio animale al seguito nelle Regioni del nord-est (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province autonome di Trento e Bolzano) sia per motivi turistici che di lavoro è bene contattino il proprio medico veterinario per effettuare la vaccinazione antirabbica preventiva. La vaccinazione, sicura e con rarissimi effetti collaterali, deve essere eseguita almeno 21 giorni prima dello spostamento degli animali nelle zone indicate e non da più di 11 mesi. In Piemonte è stato adottato un nuovo protocollo di registrazione delle morsicature e vi sarà maggiore attenzione per contrastare il randagismo e sollecitare gli adempimenti previsti dall’anagrafe canina. La rabbia attualmente viene elencata dall’Oie (Organizzazione mondiale di sanità animale) fra le "malattie trasmissibili considerate di importanza socio-economica e/o di sanità pubblica all'interno degli stati e che sono significative nel commercio internazionale di animali e di prodotti di origine animale".
Vista l’alta percentuale di letalità e poiché non esiste terapia dopo la comparsa dei sintomi, la rabbia rappresenta una malattia a notevole impatto sociale. La prevenzione su base vaccinale, riveste dunque un ruolo determinante per la gestione della malattia negli animali e negli uomini, in caso di contatto con animali potenzialmente infetti od in seguito a morsicature inferti da animali sconosciuti.
Per maggiori informazioni e chiarimenti è possibile contattare il Dott. Daniele Salussoglia, responsabile "Sportello Animali d'Affezione ASL VC" al numero telefonico 0161-593090
Un vivo ringraziamento al Dott.Salussoglia per la collaborazione fornita.
Aggiornamento: Dichiarato lo stato di pre-allerta












