Mi chiamo Quark e questo è il giardino delle mie idee
noia

Il privilegio di essere noiosi

Il vantaggio di essere noiosi senza divenire molesti o soporiferi è concesso a pochissimi; anzi solo a me. No, anche ad un mio amico.

E’ proprio per merito suo che mi sono accorto di questo meraviglioso dono che la natura ci ha affidato in esclusiva.

Naturalmente ne facciamo un uso spropositato, ma è normale; come vi comportereste voi se aveste in mano qualcosa che solo due persone al mondo possiedono? Sicuramente in modo più morale.

Come dicevo poc’anzi è stato proprio quel mio compagno a farmi rendere conto del nostro vantaggio; sono molti anni che ci frequentiamo, anche più volte alla settimana e, da sempre, abbiamo affrontato quei due tre argomenti, sviscerandoli approfondendoli enfatizzandoli abusandoli esacerbandoli inasprendoli spremendoli fino ad ottenere, alla fine di ogni dissertazione una conclusione dissimile da ogni altra conseguita in precedenza.

Quando siamo in compagnia altrui mi rendo conto che non realizzano l’aspetto della nostra giostra che gravita inevitabilmente attorno al nocciolo della monotonia; li attossichiamo lentamente ma con una prontezza sufficiente per non dar loro il tempo di accorgersene.

Penso che riusciremmo ad annoiare un esercito, e quando un nostro amico diventerà capo di stato maggiore ce ne faremo prestare uno, tanto per provare se è vero.

Solo una persona si era avveduta, forse, del nostro gioco ma fortunatamente per tutti quella persona era Bruno che ha pensato bene, tentando di esprimere questo concetto, di screditarsi persino davanti a se stesso, cadendo poi in uno stato che potrebbe definirsi un aforisma di auto distruzione.

Vittima di se stesso? No, martire del nostro cervello che ha riversato sul suo un metaforico sputacchio catarroso.

Non so per il mio amico ma per me questa dote è di capitale importanza anche durante le ore nelle quali presenzio al lavoro: mi è di enorme aiuto riuscire a coniare molteplici concetti che pur essendo superflui riescono, in virtù della loro inusitatezza, ad apparire più che accettabili.

Quello che ho esposto finora mi fa riflettere su una variante che non avevo mai considerato prima d’ora: sono sicuro che il meccanismo che fa scattare nella mia mente le disquisizioni della noia non sia l’intelligenza?

Si ne sono sicuro; “loro” ci hanno insegnato, ci hanno spiegato, ci hanno indottrinato sul cosa sia l’intelligenza e le spiegazioni che ci sono state fornite sono del tutto differenti da quanto esposto qui sopra.

Che “loro” abbiano sbagliato??

poesia-2016

Poesia di Natale 2016

E’ Natale, zio Pasquale

E tra Osama, Bush e Berlusconi

Sarà un Natale da far cadere i coioni.

Ma le teste d’uccello

in questo bordello senz’arte creato

da un rosso scoppiato e un ladro amnistiato

van sempre a parare nella Destra Nazionale.

Non sanno i tapini

Che più illustri cretini

Altrove locati per esser gabbati

Han fatto esperienza di dura dolenza.

Ma le trasmissioni televisive

redatte con arte dal novello Bonaparte

non lasciano spazio a discorsi, ad orazio:

quel che si vede nei tubi fluorescenti

trasforma le persone in automi deficienti.

Questa è la morale della retorica criminale

che porta la gente a fare le cose, a prender le pose

nel modo sbagliato di fronte al creato.

Ma i cicli del mondo poi  girano in tondo

non conta quanto tempo,

non contan quante vite,

per raddrizzar la barca ci vuol la dinamite

perché nulla è più sacro in mia opinione

della nostra Costituzione.

Ma verso l’Italia l’attenzione è poca

or  tutti guardano alla grande Europa

che cosa c’importa dei nostri ragazzi

gettiam latte e arance ed andiamo a far cazzi

e prima del nostro gran tricolore

mettiamo uno straccio con stelle dorate

che blu di colore dietro si porta di guerra l’odore.

Delle stelle e le strisce facciamo imitazione

ma al loro confronto l’Europa è un embrione.

E’ per questo che penso abbia ancora un senso

alzar chiusa a pugno questa mia mano

e dire cazzo! Sono un italiano!